venerdì 20 gennaio 2012

Incompatibilità: due poltrone per un Profumo

Perché  i’attuale sottosegretario alla presidenza del Con­siglio Catricalà non si è au­tosospeso dalla carica di presiden­te dell'Antitrust, ma ha dovuto di­mettersi al momento della nomi­na, mentre il ministro dell'Istruzio­ne Profumo non rinuncia all'inca­rico di presidente del Consiglio Na­zionale delle Ricerche (Cnr)?
Da Cracovia, l'altro ieri, l'ex ret­tore del Politecnico di Torino ha confermato di non essere più «nè rettore, né presidente del Cnr». II passaggio di consegne sarebbe av­venuto il 16 novembre scorso quando, a Torino, ha lasciato il ba­stone del comando al pro-rettore Marco Gilli, mentre a Roma affida­va il Cnr a Maria Cristina Messa, docente a Medicina della Bicocca di Milano.
Tutto questo non farebbe una piega se Profumo non avesse ag­giunto di avere affidato una dele­ga al Cnr «ad un sottosegretario». Parliamo del «maestro di strada» Mario Rossi Doria oppure di Ele­na Ugolini, preside del Malpighi di Bologna dal 1995? Al Cnr nessu­no è a conoscenza della notizia. Quali competenze tecniche avrebbero i due sottosegretari alla scuo­la per ricoprire il ruolo appena evocato? Non mancheranno occa­sioni per chiarire il «mistero».
Profumo ha improvvidamente aggiunto di attendere ancora «la ri­sposta dell'Antitrust». Il più gran­de ente di ricerca italiano dovrà aspettare almeno novanta giorni dalla sua nomina a ministro (quin­di il 15 febbraio) per l'avvio del­l'istruttoria. Non è però detto che la decisione finale sarà presa in tempi brevi.
Nel frattempo si moltiplicano i dubbi sulla plausibilità di questo atto. Sarà forse per una carenza di comunicazione, ma il sottosegreta­rio Catricalà non sembra avere spiegato al collega che la sua ulti­ma relazione semestrale da presi­dente Antitrust ha già escluso la compatibilità tra le cariche. Quel­lo in atto non è affatto un «conflit­to di interessi» perché l'attuale mi­nistro sarebbe già decaduto da presidente del Cnr, così come del resto è accaduto per la sua carica di rettore. La stessa scelta dovreb­be farla Corrado Clini, ministro dell'ambiente e presidente dello Science Park di Trieste.
Ma allora perché perdere tem­po con l'Antitrust? Profumo è in imbarazzo perché, nella sua quali­tà di ministro, dovrebbe nomina­re un search committee per nomi­nare, a sua volta, il proprio succes­sore al Cnr. Il suo predecessore, il fisico Luciano Maiani, oggi presie­de la commissione Grandi Rischi ed è fuori gioco. E se il governo Monti dovesse rassegnare le dimis­sioni? In quel caso, e in un colpo solo, Profumo perderebbe ben tre alte cariche.
Ma i paradossi non finiscono qui. L'enfasi sulla ricerca applica­ta spesa da settimane in vista dei fi­nanziamenti del programma «Ho­rizon 2020», vedrebbero escluso proprio il Cnr senza governo, né direzione, e ormai in stallo totale.
«Se il ministro ritiene che il suo sia un mandato a termine, in quanto componente di un gover­no tecnico, lo dica - afferma Do­menico Pantaleo segretario della Flc-CO che insieme ai segretari di Fir-Cisl, Uil-Rua e Anpri ha denun­ciato l'incompatibilità - questa si­tuazione è inaccettabile per l'inte­ro sistema della ricerca e lede il principio di autonomia degli enti di ricerca sancito dalla Costituzio­ne. É necessario definire in tempi brevissimi l'assetto ai vertici del Cnr».